Perfect Days - Wim Wenders

Vi dico la mia su Perfect Days

FILM

Ieri sera sono stato al cinema a vedere Perfect Days, l'ultima fatica del Maestro crucco Wim Wenders. Un regista bravissimo i cui film sono più opere d'arte in movimento che Film nel senso comune di film, come storia raccontata. Il regista stesso in occasione del suo bellissimo documentario Tokio Ga diceva quasi testualmente: "Se devo raccontare un film con i dialoghi che sembri un libro allora scrivo un libro". Come dargli torto, ma anche come dargli ragione. Insomma per dire i film di Wenders non sono proprio il tipo di film che vai a vedere in certi periodi della vita, specie se sei già un po' giù di tono, non è un regista che dispensa allegria a mazzi. Però per dire la mia va visto in un ottica diversa, in un'ottica artistica, lui racconta con le immagini, senza bisogno di altro, tutto va interpretato, desunto. Lui insegna tecnicamente cosa è il cinema, non racconta storie e se lo fa lo fa solo ed esclusivamente ricorrendo a allegorie e metafore. Lo schema del film e' quello di un quotidiano déjà-vu con il protagonista Hirayama, un uomo di mezza età che per scelta o per destino vive un'esistenza semplice e misantropica, essenziale e ripetitiva, con altre storie di umanità che finiscono per incrociarsi. E' un film che parla di vita, di caso, di occasioni e destini. La scena finale e' perfetta.

Morale il messaggio del maestro: (Sempre se siete sopravvissuti alla visione senza impiccarvi)
ho capito che a volte la gentilezza dell’anima sopravvive meglio con un’armatura deteriorata.
...che spesso più si è belli e meno si è adattati e accettati dalla società.
Ho capito che non sempre ognuno di noi sceglie per cosa e per chi vivere.